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10.07.2015

REPORT FIERA BREAD&BUTTER

Eccitazione, impazienza, curiosità: queste le sensazioni di chi, come noi, si preparava a partecipare all'edizione 2015 del nuovo Bread&Butter, fiera dalla storia decennale che dopo l'istanza di fallimento dello scorso anno aveva deciso di riaprire nella storica sede di Berlino, l'ex aeroporto Tempelhof.

Forti della storicità dell'evento e del nuovo partner investitore Zalando, attorno alla fiera c'erano grosse aspettative.

B(R)E(A)D&BUTTER

E invece, altro che Bread&Butter, potremmo definire questa edizione B(r)e(a)d&Butter: una fiera deserta e sonnacchiosa. “The first thing visitors saw when entering Tempelhof was an empty airfield”, ha scritto Sportswear che ha inviato i propri giornalisti nelle sette fiere presenti in contemporanea a Berlino.

Tre gli hangar occupati dalla fiera, uno riservato alle start-up, un altro per i brand già affermati e l'ultimo dedicato all'abbigliamento per bambini. Già dalle prime ore, la scarsa affluenza di visitatori aveva cambiato l'umore degli espositori... e degli organizzatori, che non sono passati tra gli stand e non hanno risposto alle mail di lamentela.

Bread&Butter is dead

“Nevertheless, the atmosphere of the last edition was rather sad. The mood was kind of sorrowful and the usual buzz was missing”.

Un'ultima edizione decisamente sotto tono e silenziosa, come silenziosa è stata l'uscita di scena del Bread&Butter: dopo cinque giorni dalla fine della fiera, arriva ai partecipanti una mail di ringraziamento che si conclude con: “BREAD & BUTTER is dead, long live BREAD & BUTTER”.
La fine di un'epoca.